L’OsteoArtrosi

Il termine artrosi, formato dalle parole di origine greca “artro” che significa articolazione e “osi” che significa degenerazione, indica una malattia degenerativa delle articolazioni (ginocchio, anca, articolazioni della mano e del piede, ecc…). martini3Sinonimi di artrosi sono anche osteoartrosi e nei paesi anglosassoni, osteoartrite (osteoarthritis). Le articolazioni sono strutture anatomiche che mettono in reciproco contatto due o più ossa e sono provviste di tessuti di diversa composizione e diversa funzione, fra cui i più importanti sono la membrana sinoviale e la cartilagine. Quest’ultima, ricopre e protegge le ossa articolari e serve soprattutto a sopportare il carico esercitato sulle articolazioni soprattutto durante il movimento. Le lesioni più rilevanti all’interno dei quadri artrosici si ritrovano proprio a livello della cartilagine, per cui le maggiori conseguenze influenzano le funzioni principali di questo tessuto. L’artrosi può essere quindi definita come una patologia articolare ad evoluzione cronica caratterizzata da lesioni degenerative e produttive a carico della cartilagine articolare. L’ osteoartorsi è fra le malattie croniche più comuni nella popolazione e la causa di disabilità più frequente nell’anziano. Si calcola che l’artrosi sintomatica colpisca in Italia almeno 4.000.000 di soggetti.
L’osteoartrosi può insorgere senza causa apparente, in una articolazione sana (artrosi primaria), oppure può insorgere in seguito a deformità congenite o acquisite, esiti di traumi, processi infettivi, processi infiammatori, sovraccarico funzionale.
Il sintomo principale che si può riscontrare nell’artrosi è il dolore, definito di tipo “meccanico” in quanto viene risvegliato dal movimento ed è alleviato dal riposo. Il dolore è generalmente il primo sintomo nel paziente con osteoartrosi ed inizialmente può manifestarsi dopo una prolungata attività dell’articolazione colpita. Questo sintomo si può aggravare progressivamente, comparendo poi anche dopo movimenti minimi o in seguito a particolari atteggiamenti del corpo o posture. Difficilmente è acuto e violento e può essere accompagnato ad altre manifestazioni soggettive, fra cui rigidità dell’ articolazione e la limitazione funzionale. La rigidità è soprattutto mattutina o insorge dopo prolungata inattività mentre la limitazione funzionale, che è uno stato di difficoltà nel compiere i movimenti, può essere progressiva e proporzionale al danno cartilagineo, ma talvolta può comparire solo negli stati più avanzati. Fra i segni, l’espressione più rilevante è data dal gonfiore o tumefazione articolare e da crepitii che il paziente può anche ascoltare da solo e si possono avvertire con la palpazione dell’articolazione durante il movimento attivo o passivo. Una probabile conseguenza di questa patologia, è l’instaurarsi di un’ipotrofia dei muscoli interessati al movimento dell’articolazione affetta, che in alcuni casi può essere sorprendentemente rapida.
Gli obiettivi essenziali della terapia nell’OA possono essere definiti “a breve termine”, rappresentati dal controllo del dolore e della rigidità e dalla riduzione dell’infiammazione, e “a medio-lungo termine”, costituiti dall’arresto o rallentamento della progressione, dalla prevenzione delle deformità, e dal ripristino della funzione. Per il perseguimento di questi obiettivi possono essere adoperati numerosi mezzi, sia farmacologici che non farmacologici, che spesso necessitano di essere coordinati fra di loro per essere realmente efficaci. Per quanto riguarda la terapia chirurgica, le artroprotesi costituiscono un rimedio di grande efficacia . Tuttavia, nonostante il rischio operatorio sia ormai molto basso e la durata delle protesi superi i 15 anni nella maggior parte dei casi, si preferisce procrastinare il più possibile quest’intervento. La fisioterapia ricopre un ruolo importante per la cura e la prevenzione di questa patologia, infatti, il trattamento dell’ osteoartrosi con tecniche di Terapia Manuale  ed Esercizio Terapeutico si è dimostrato efficace sia per quanto riguarda la riduzione del dolore sia nell’incremento di funzionalità dell’articolazione, grazie alle modificazioni funzionali della stessa. Le modificazioni ad articolazioni colpite da osteoartrosi dopo un iter terapeutico basato su Terapia Manuale ed Esercizi Specifici Personalizzati di tipo riabilitativo sono:
– aumento della propriocezione e della stabilità articolare;
– miglioramento della lubrificazione delle cartilagini e quindi del loro nutrimento;
– maggiore capacità di resistenza alle sollecitazioni da parte dei tessuti connettivi (cartilagine, legamenti, tendini, capsula articolare);
– attivazione di vie del sistema nervoso centrale che inibiscono il dolore percepito (inibizione discendente del dolore);
– incremento del controllo e dello schema motorio, aumento della resistenza, della contrattilità e delle informazioni neuro-muscolari;
– recupero dell’escursione articolare e del suo movimento fisiologico.
Tutte queste modificazioni permettono un incremento della resistenza al carico da parte delle strutture articolari, con il risultato di riuscire a svolgere le attività che prima si dimostravano dolorose con più facilità e con sintomi notevolmente ridotti. Se i trattamenti conservativi dovessero risultare non sufficienti quello chirurgico rimane l’unico indicato.