L’Omeopatia

L’omeopatia (dal greco homoios = simile e pathos = male) nasce verso la fine del 1700 come pratica terapeutica proposta dal medico tedesco Christian Friedrich Samuel Hahnemann.
omeopatiaIl suo principio fondamentale è la legge della similitudine (similia similibus curantur), già intuita da Ippocrate e successivamente esposta e riformulata da Hahnemann. Tale principio afferma che ogni malattia può essere guarita utilizzando a piccole dosi quella sostanza che, somministrata ripetutamente a un individuo sano, è stata in grado di provocare sintomi simili a quelli da curare.
Hahnemann tossicologo e farmacologo inizia a lavorare come medico, ma non soddisfatto dei risultati terapeutici della medicina dell’epoca (giudicava le droghe utilizzate troppo aggressive), decise di non esercitare più, ma di vivere traducendo opere, finchè leggendo un trattato del dottore scozzese William Cullen, trovò delle spiegazioni confuse sull’azione della china, utilizzata frequentemente per trattare la febbre della malaria e fu così che decise di sperimentarla su se stesso, e su familiari e amici per capirne i reali effetti.
Quindi Hahnemann, all’epoca in buona salute, osservò come deboli dosi di china provocassero in lui una febbre uguale a quella malarica. Dopo questa sperimentazione decise di curare i malati con piccole dosi di china e enunciò questa ipotesi :”una sostanza, in funzione della sua dose, sarebbe capace di provocare in un individuo sano determinati sintomi e di eliminare al tempo stesso sintomi simili in un individuo malato?”. Hahnemann avviò quindi una serie di test sistematici delle sostanze farmacologiche dell’epoca alla ricerca dei loro effetti, somministrò droghe semplici a vari dosaggi constatando che queste diluizioni, invece di diminuire l’efficacia terapeutica, la rafforzavano, a condizione di agitarle vigorosamente (dinamizzazione).
Anche attualmente tutte queste sostanze vengono sottoposte a particolari processi di diluizione e dinamizzazione, che tolgono le proprietà tossicologiche ed esaltano solo quelle terapeutiche.
Queste sostanze sono definite rimedi e più comunemente provengono dai tre regni: vegetale, animale e minerale.
L’omeopatia è definita anche una medicina olistica,  perchè rispetta l’essere umano nella sua complessità psiche-corpo e considera la malattia come il risultato di uno squilibrio generale della persona. Quindi il  rimedio “più indicato” può corrispondere non solo ai sintomi, ma anche alla personalità del paziente ed infatti si parla di rimedio “costituzionale”, nel senso che coincide con tutta la sintomatologia e la costituzione fisica, emotiva e spirituale dell’individuo.
Quindi curare con l’omeopatia significa riportare l’organismo al suo equilibrio psichico, da cui poi ne deriva anche il suo benessere fisico, facendo questo processo in modo dolce, senza effetti collaterali.
In questo modo l’omeopatia agisce non solo come cura, ma anche come prevenzione, infatti il potere curativo di un rimedio omeopatico è in grado di stimolare positivamente il potenziale d’autoguarigione del nostro organismo.