L’occhio secco

I rimedi per ridurre i sintomi

Troppe ore trascorse davanti allo schermo luminoso di computer, cellulari, tablet pc, videogiochi e tv, oppure passate in ambienti chiusi con aria condizionata e riscaldamento accesi. Queste abitudini di vita sono tra le cause principali di un disturbo sempre più diffuso, l’occhio secco, una condizione patologica in cui la superficie oculare non è sufficientemente lubrificata e protetta dal film lacrimale (la pellicola fisiologica di lacrime che viene rinnovata ad ogni ammiccamento). Salvo rari casi, non è una malattia grave, ma può provocare un fastidio anche rilevante, con sensazione di ruvidezza e corpo estraneo, con rossore e bruciore prolungato.
L’occhio secco è una alterazione cronica del funzionamento della superficie dell’occhio, dovuta solo in una parte dei casi a una scarsa produzione di lacrime (ipolacrimia), molto spesso causata, invece, da un’alterazione della qualità delle lacrime e delle cellule della superficie oculare, che insieme creano un microambiente dal delicato equilibrio. Equilibrio che può essere alterato da età, malattie (come artrosi, diabete, ipertiroidismo), farmaci, uso del computer e inquinamento.
occhio_seccoAnche i pazienti che si sottopongono a intervento di chirurgia refrattiva (correzione laser dei difetti della vista), a causa dell’inevitabile se pur transitoria, alterazione delle fibre nervose della cornea conseguente all’intervento, vanno incontro a effetti collaterali di occhio secco sintomatico per periodi variabili, generalmente finché la componente nervosa del tessuto corneale non rigenera completamente. Naturalmente anche un utilizzo prolungato di lenti a contatto può portare a vari disturbi di secchezza, arrossamento e sensazione di corpo estraneo.
Per individuare le alterazioni della lacrimazione si consiglia di sottoporsi ad un controllo dal medico Oculista o dall’Oprometrista dove si può effettuare un nuovo esame: Fe.l.S. test.
Questo tipo di test fornisce il maggior numero di indicazioni sia sulla qualità delle sostanze presenti nel film lacrimale, a differenza di tutti gli altri test noti che possono valutare solo un singolo aspetto, sia esso qualitativo che quantitativo o di valutazione del danno tissutale.
La sostanza prelevata con questo tipo di test ovviamente non è rappresentata dal film lacrimale propriamente detto ma rappresenta il liquido lacrimale inteso come sostanza in cui manca la tipica organizzazione del film; nonostante ciò se ne mantengono le caratteristiche.
Per questo motivo il prelievo del liquido riflette la tipologia del film e ne permette una sua corretta valutazione. Si potrebbe dire che con il corretto prelievo ed altrettanto corretta valutazione del liquido lacrimale, si deduce la stabilità e dinamica del film lacrimale.
Questo test possiede una duplice valenza: contattologica e oftalmica. Esso serve in contattologia per la valutazione del film lacrimale e la conseguente scelta del materiale di lenti a contatto più idoneo e con la relativa tipologia di manutenzione e di sostituto lacrimale da utilizzare. Si rende così possibile un’applicazione confortevole di lenti a contatto per tutti.
Questo test risulta però molto utile anche in oftalmologia, in quanto si possono leggere le alterazioni dello strato mucoso, acquoso o lipidico ed addivenire ad una idonea correzione con l’utilizzo di sostituti/integratori lacrimali che possono correggere l’eventuale deficit, ripristinando lo specifico film lacrimale.