La respirazione corretta

Tutto ruota attorno ad una “R” o quasi…Ci sono dei muscoli che permettono la R come: il diaframma (che separa il torace dall’addome); gli intercostali; i muscoli toracici e gli addominali. Il principale è il diaframma, il quale muovendosi come uno stantuffo permette l’espirazione (movimento passivo, ad eccezione della espirazione completa) e l’inspirazione (movimento attivo). Tale muscolo non ha solo funzione di principale muscolo respiratorio, ma gioca un ruolo importantissimo nella circolazione e nella digestione.
Tutto merito degli orientali, nei quali la cultura del “respirare” è un vero e proprio cardine millenario, che sono riusciti a raggiungere livelli di controllo respiratorio assoluti. Se respirassimo meglio saremmo più sani, più forti e anche meno stressati, infatti nel nostro lessico sono presenti affermazioni come: “tirare un sospiro di sollievo, respirare a pieni polmoni, prendere una boccata d’aria, sentirsi soffocare, restare col fiato sospeso”. Purtroppo la maggior parte di noi utilizza soltanto un terzo delle reali capacità respiratorie a disposizione.
respirazioneLa nostra “R” è strettamente legata all’attività sportiva, in particolare quella diaframmatica, perché costituisce il vero “motore” del movimento. Il sangue viene infatti ossigenato grazie alla funzionalità respiratoria, permettendo così ai nostri muscoli di funzionare. La mancanza di moto è una delle principali cause di carenza di ossigeno nel sangue, ma anche quando si pratica uno sport è bene eseguire una R corretta.
L’attività sportiva – soprattutto se di tipo aerobico – ha notevoli effetti sul nostro sistema cardio-respiratorio. Le persone che non fanno sport, per esempio, hanno spesso il cosiddetto “fiatone” anche in seguito a sforzi di modesta intensità, anche a causa di uno scarso allenamento dei muscoli inspiratori (scaleni, diaframma e intercostali). L’allenamento costante fa sì che questi muscoli si abituino a espandere la cavità toracica e abbassare il diaframma, riducendo il “fiatone”.
Per comprendere l’importanza di una corretta “R” diaframmatica è interessante analizzare gli effetti dell’attività sportiva sui cosiddetti parametri polmonari. La capacità vitale, è il massimo volume di aria che l’organismo può espirare in seguito a un’inspirazione forzata: varia da 2,5 a 5,5 litri, con una media di 3,5 litri, e negli atleti professionisti può raggiungere i 7 litri. La capacità vitale è strettamente legata a fattori quali l’età, il sesso, l’altezza e il peso ed è scarsamente influenzata dall’allenamento. Aumenta invece con lo sforzo fisico il volume polmonare residuo, cioè il volume di aria presente nei polmoni in seguito a un’espirazione forzata. Ma lo sport determina anche una migliore ossigenazione del sangue: se durante la corsa si respira profondamente con il naso, si favorisce lo scambio alveolare tra aria e ossigeno, con una ottimale ossigenazione del sangue che può rifornire i muscoli di energia. Ecco perché, durante l’attività fisica, è fondamentale respirare bene, in modo corretto e regolare, utilizzando il diaframma (situato sotto i polmoni) e non il ventre.
Per tutte questa ragioni è bene farsi consigliare da istruttori esperti e qualificati. Possiamo affermare che per abituarci a respirare bene, è fondamentale la pratica di corrette tecniche respiratorie unite ad un costante allenamento, per ripetere semplici esercizi che col tempo possono rivelarsi molto utili.