La potenza sulla punta di un dito

Gli apparecchi per migliorare l’udito sono stati realizzati per restituire il piacere ed il comfort d’ascolto. Grazie alle loro funzioni avanzate riusciamo a portare il paziente ad una condizione uditiva molto vicina alla norma.
audiosanQuesto è reso possibile dal fatto che ci possiamo avvalere di una tecnologia innovativa in fatto di riduzione del rumore e di conservazione del parlato per dare una chiarezza di suono ottimale anche nelle situazioni meno vantaggiose. Nei casi in cui è possibile effettuare una protesi bilaterale abbiamo una trasmissione di suono in stereofonia proveniente dalla TV, dalla radio, dal computer o persino dal suo telefono cellulare direttamente ai suoi apparecchi acustici.
Tutto questo è possibile grazie all’avanzamento della tecnologia che ci permette di avere microchips sempre più piccoli (parliamo di nanometri) e sempre più potenti. L’aver potuto mantenere le dimensioni ridotte ci ha dato la possibilità di costruire apparecchi acustici molto piccoli, “invisibili”, chiamati IIC (Invisible In Canal) o lenti acustiche.
Quando il paziente si reca presso i migliori Centri per l’Udito, vengono eseguiti tutti i test necessari per stabilire l’entità della perdita (esame audiometrico tonale e vocale), le dimensioni del condotto (esame videotoscopico e impronta generica). Una volta definiti tutti i criteri di costruzione dell’IIC viene presa un’impronta profonda, con un tipo di pasta molto morbida per avere ben visibile ogni qualsiasi imperfezione del condotto uditivo esterno, in quanto avendo degli ingombri molto ridotti non ci possiamo permettere errori di alcun genere. Successivamente, per avere il prodotto finito ci vogliono approssimativamente dieci giorni, cinque in più rispetto a quanto necessitano gli altri tipi di endoauricolari. Basti pensare che il materiale utilizzato è di derivazione aereonautica. Ad esempio: ogni apparecchio acustico endoauricolare ha un filo per poter togliere la protesi dal condotto uditivo, chiamato filo d’estrazione. L’IIC ha un filo d’estrazione che è sette volte più resistente degli altri ed è collegato con la punta della protesi. Questo ne impedisce la rottura e una conseguente facile rimozione.
Molto comodi da indossare, non sono assolutamente fastidiosi in quanto si vanno a collocare nella parte ossea del meato acustico esterno; tale profondità (l’apparecchio acustico supera la seconda ansa del meato acustico esterno) rende la percezione del suono più pulita poichè tra la membrana e la protesi ci sono pochi millimetri. Il tutto ha anche l’azione di rendere l’IIC invisibile.