La Meningite

La meningite è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi: dura madre, aracnoide e pia madre, le membrane che rivestono il cervello.farmalucca_17
L’infiammazione di tali membrane si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici. La prognosi è spesso sfavorevole il soggetto può riportare gravi danni come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia, amputazione delle estremità fino a morte.
La meningite può essere provocata sia da batteri sia da virus. Le forme virali sono in genere di decorso benigno. Le forme batteriche sono invece quelle più temibili. I germi più pericolosi che possono scatenare la patologia sono tre : haemophilus influenzae tipo B, pneumococco, meningococco.
I sintomi principali della meningite sono febbre, nausea, vomito e irritazione delle membrane meningee che il paziente avverte come una forma di rigidezza dei muscoli nucali, tale da rendere impossibile la flessione in avanti del collo per toccare con il mento lo sterno. Tipici segni collaterali sono anche la diminuzione dello stato di coscienza, con senso di torpore, battito cardiaco rallentato ed episodi convulsivi.
Spesso compaiono sulla pelle macchie rosse (petecchie) diffuse sulla superficie del corpo. L’evidenza diagnostica viene raggiunta mediante analisi di una piccola quantità di liquido cerebrospinale prelevato mediante puntura lombare. Tale manovra non comporta rischi per il paziente, poiché il midollo spinale nell’adulto non oltrepassa i limiti della prima vertebra lombare.
La natura e la gravità dell’infezione può essere stabilita identificando la natura e la quantità dei microrganismi patogeni. Se la meningite è di origine virale, i pazienti sono gravemente malati per alcuni giorni senza per questo perdere conoscenza, e se sottoposti a trattamento antibiotico, di solito si ristabiliscono entro una settimana.
Se gli organismi patogeni sono di origine tubercolare, la guarigione richiede un tempo notevolmente più lungo.
Se altri bacilli sono gli agenti causali della meningite, come stafilococchi,streptococchi, pneumococchi, i sintomi sono di solito molto evidenti. I pazienti sono gravemente afflitti dalla malattia che rimane seria per due, tre settimane, mentre la remissione è lenta.
La meningite cerebrospinale è causata dal microrganismo Neisseria meningitidis o meningococco che è commensale delle vie aeree e faringee di alcuni individui, portatori sani, senza provocare in quelle sedi alcun processo infiammatorio.
In situazioni igieniche precarie, e in caso di particolare sensibilità del soggetto, i batteri possono trovare terreno fertile per diffondersi. Il periodo di incubazione è in genere 1-7 giorni. Non è ben noto attraverso quali vie i batteri giungano alle meningi, forse attraverso vasi linfatici o attraverso l’etmoide, osso della regione nasale. Tali affezioni, di notevole gravità, si combattono per mezzo di antibiotici. Oltre alle generiche misure preventive, come quella di ridurre ed evitare il sovraffollamento, l’unica misura veramente sicura ed efficace è la vaccinazione.
È importante tenere presente che la terapia antibiotica di una infezione respiratoria può mascherare l’inizio di una meningite; ad esempio in un bambino molto indebolito, con la febbre, che presenti rigidità del collo ed eventualmente piccole macchie rosse diffuse sulla pelle è grave e deve essere subito visto dal medico, che, dopo averlo attentamente visitato, eseguirà una puntura lombare.
La terapia consiste nella somministrazione di liquidi per via endovenosa, di antibiotici ed altri farmaci eventualmente necessari e viene eseguita in ospedale dove il soggetto deve essere ricoverato, senza perdere tempo, al primo sospetto di meningite. Instaurando subito un trattamento adeguato, le condizioni del paziente migliorano notevolmente entro quarantotto ore. Esistono anche dei vaccini contro Meningococco, Pneumococco ed Hemophilus influenzae.
Infezione meningococciche endemiche si verificano spesso in tutto il mondo. La dimensione epidemica viene raggiunta regolarmente ogni cinque-dieci anni, di solito in relazione con determinati periodi dell’anno, che, nelle zone temperate, coincidono con il mese di marzo. La suscettibilità della popolazione in generale è bassa, e il tasso di morbilità riguardante casi di evidenza clinica raramente supera i 10 o 100 casi per 100.000 abitanti, durante i periodi di massima virulenza.
Quando si verifica un caso di meningite meningococcica in una comunità (asilo, scuola, collegio, caserma), a tutte le persone che sono state a contatto con l’ammalato vengono somministrare per alcuni giorni dosi di antibiotico per bocca allo scopo di prevenire l’infezione (profilassi antibiotica).