La Mediazione Familiare

La separazione e il divorzio costituiscono una scelta sempre più frequente per le coppie che affrontano la complessità della convivenza, questa decisione può comportare una difficoltà di dialogo tra ex-coniugi e originare situazioni anche molto conflittuali e dannose per l’equilibrio affettivo dei figli.
mediazione_familiareÈ normale che in questo momento i genitori siano confusi e presi dai loro pensieri, impegnati ad elaborare quello che sta accadendo; sentimenti diversi accompagnano chi decide la separazione e chi la “subisce”, ma entrambi vivono un momento di passaggio complesso e necessitano di tempo per ritrovare l’equilibrio.
Frequentemente la coppia in crisi si appoggia alle proprie famiglie di origine per avere sostegno e supporto, ma se le motivazioni della separazione non sono comprese o addirittura sono osteggiate può originarsi un atteggiamento giudicante e svalutante nei confronti dell’ex nuora o genero o nei confronti del proprio figlio/a, questo non aiuta i due protagonisti della vicenda, ma in particolar modo nuoce ai “nipoti”che recepiscono il messaggio di avere genitori incapaci, inadeguati ed egoisti, e vedono i nonni sostituirsi a loro svolgendone impropriamente il ruolo genitoriale.
Per i figli il vissuto di “disorientamento” è ancora più forte che per i genitori, proprio perchè si trovano a vivere un cambiamento che non hanno chiesto e sul quale non hanno alcun potere decisionale;naturalmente la capacità di comprensione e di accettazione è correlata all’età dei figli,ma in ogni caso essi hanno bisogno di rispetto per se e di sentire che i propri genitori sono rispettati e adeguati nelle decisioni che prendono. I figli pur avendo l’esigenza di sapere quello che accade intorno a loro, hanno anche bisogno di sicurezza e di prevedibilità e devono poter godere della presenza positiva di entrambi i genitori nella loro vita poichè sono figure insostituibili per la loro maturazione come uomo/donna,
Per affrontare al meglio questo momento di passaggio, i genitori possono avvalersi dell’aiuto di un mediatore familiare per riorganizzare le relazioni familiari lavorando sul raggiungimento di accordi condivisi da entrambi. L’importanza della negoziazione nella mediazione deriva dall’esperienza ormai consolidata in anni di pratica, che l’unico patto in grado di reggere e consentire una gestione, anche futura, della genitorialità è quello che viene creato e quindi sentito come proprio, da entrambi i soggetti, superando quella particolare incomunicabilità legata all’evento della separazione.
La mediazione familiare si rivolge prevalentemente a genitori separati o in via di separazione al fine di favorire il confronto e sostenerli nella ricerca di accordi concreti soddisfacenti per sé e per i propri figli. Separarsi porta inevitabilmente dei cambiamenti e quindi dei momenti di “caos emotivo e organizzativo”. Insieme cerchiamo, in autonomia dall’ambito giudiziario, di mettere delle regole che riportando ordine, aiutano a gestire ansie e paure, riducendo stress e conflitti. Si crea uno spazio di unione, un ponte, fra i due genitori che diventa anche il luogo dell’incontro con i loro figli che in questo modo si sentiranno più sicuri e capaci di vivere con serenità il cambiamento.
La diversità strutturale della famiglia non impedisce un’organizzazione familiare efficace, i processi familiari, come dimostrano molti studi, sono più importanti del tipo di famiglia nell’influenzare l’esito dello sviluppo dei figli. E una famiglia dove mamma e papà si separano può rimanere un’ottima famiglia per la crescita dei bambini. È importante che i genitori,come in ogni famiglia, si pongano insieme degli obiettivi e si diano delle regole per organizzare la quotidianità.
Il percorso di Mediazione prevede 10/12 incontri, i genitori si trovano insieme in un contesto strutturato, con un terzo neutrale (il mediatore) e insieme ricercano le soluzioni più adatte per stare tutti meglio, con particolare attenzione all’interesse dei figli. Nella stanza di mediazione si parla e si contratta, si cerca di accogliere, riconoscere e gestire il conflitto e di trasformarlo favorendo sempre la decisionalità autonoma e responsabile dei genitori che rimangono i veri protagonisti. Mamma e papà lavorano insieme per figli, che pur non entrando mai fisicamente nella stanza , vengono di continuo presentificati con le loro emozioni e i loro bisogni, nella quotidianità della vita: è per loro che i genitori si mettono in gioco.
Il lavoro del mediatore termina quando gli ex genitori acquisiscono stabilmente la capacità di comunicare in modo efficace relativamente alla gestione dei figli trovando insieme soluzioni efficaci e condivise.