La Lesione della Cuffia dei Rotatori

La cuffia dei rotatori è una struttura muscolo-tendinea costituita dall’unione di 4 tendini, il sovraspinato, il sottospinato, il piccolo rotondo che si inseriscono sulla grande tuberosità dell’omero ed il sottoscapolare che si inserisce sulla piccola tuberosità omerale.
cuffia_rotatoriIntervengono nei movimenti di extra-intrarotazione ed elevazione del braccio e la loro contrazione simultanea determina una centratura dinamica della testa dell’omero nella cavità glenoidea.
La spalla è un’articolazione complessa da un punto di vista anatomico e biomeccanico e di difficile valutazione clinica. Il successo del trattamento delle patologie della spalla richiede una diagnosi accurata, e per ottenerla è necessario raccogliere ed analizzare tutte le informazioni riguardanti il disturbo lamentato dal paziente. Infatti bisogna dare importanza ai reperti clinici più elementari dell’anamnesi e dell’esame obiettivo senza trascurarli ed affidarsi agli accertamenti più sofisticati come radiografie, ecografie e risonanze magnetiche. I disturbi devono essere analizzati separando due distinte aree : quella del problema specifico a carico della spalla e in che modo tale problema interagisca con la salute del paziente e con l’ambiente che lo circonda. Inoltre deve essere posta molta attenzione sul quando e come il disturbo è iniziato. Oltre all’età ed al disturbo principale devono essere raccolte notizie circa l’occupazione, l’arto dominante, gli sport praticati, ed eventuali pregressi traumi. Nelle patologie della cuffia dei rotatori i sintomi principalmente riferiti sono il dolore, la debolezza, e gli scrosci articolari.
Le rotture della cuffia dei rotatori si classificano in rotture parziali ( si dividono in superficiali o bursali, profonde o articolari e lesioni intratendinee, interessano il sovraspinato in più del 90% dei casi) e rotture complete ( sono lesioni a tutto spessore “full-thickness tears”).
I pazienti con una rottura completa della cuffia dei rotatori spesso riferiscono modesto dolore ma importante debolezza della spalla, mentre i Pazienti con una lesione parziale lamentano notevole dolore. La funzione primaria della cuffia dei rotatori è quella di agire come un depressore della testa dell’omero e come uno stabilizzatore dinamico dell’articolazione gleno-omerale; I muscoli della cuffia dei rotatori consentono la rotazione della testa dell’omero. Classicamente, l’infraspinato e il piccolo rotondo vengono descritti come i principali rotatori esterni del braccio, fornendo circa l’80% della forza durante l’extrarotazione . Il sottoscapolare agisce come un rotatore interno ma anche come una potente barriera dinamica alla lussazione anteriore della testa dell’omero , mentre il sopraspinato fornisce circa il 50% della forza di torsione durante l’elevazione della spalla. Studi più recenti hanno però mostrato una interrelazione molto più intricata dei tendini della cuffia sia durante i movimenti semplici che durante i movimenti complessi dell’articolazione gleno-omerale. Una rottura della cuffia dei rotatori è una causa molto frequente di dolore e disabilità della spalla tra gli adulti. Nel 2008, quasi 2 milioni di persone negli Stati Uniti sono andate dal loro medico a causa di un problema alla cuffia dei rotatori della spalla.
Il trattamento dipende dalla intensità del dolore e dalle dimensioni della rottura; oltre che, ovviamente dalle condizioni di salute generale e dall’età del paziente. Infatti si può optare per un trattamento chirurgico per le lesioni più gravi oppure può essere utilizzato un trattamento conservativo con la fisioterapia.
La fisioterapia può essere molto utile sia prima che dopo un intervento sia per conservare lo stato della cuffia; infatti dopo una valutazione da parte del fisioterapista o del fisiatra può essere impostato un piano riabilitativo che può comprendere sia la riabilitazione in acqua sia la riabilitazione a secco.
Soprattutto dopo un intervento, quando la mobilità della spalla è limitata e accompagnata dal dolore, eseguire degli esercizi in vasca riabilitativa con la supervisione di un fisioterapista può migliorare notevolmente i sintomi;la mobilità può essere migliorata Sfruttando la spinta di Archimede dell’ acqua mentre grazie alla sua temperatura ( 37°C) si può avere anche un effetto rilassante a livello muscolare.
Dopo una decina di sedute nella vasca riabilitativa ( 2 sedute/settimana) si può passare alla riabilitazione a secco con tecniche di terapia manuale eseguite dal fisioterapista abbinate ad esercizi terapeutici che verranno modificati durante tutte le fasi della riabilitazione.
Il processo di recupero per questa patologia varia in base alla lesione e all’ intervento chirurgico. All’ incirca i piani riabilitativi possono avere una durata di 6 mesi.