La camminata consapevole

È Domenica, sono da poco passate le 8.00 e sulle Mura di Lucca è già iniziato il via vai di chi corre, cammina, passeggia.
lifeÈ arrivata la buona stagione e la voglia di stare all’aperto è tanta così come quella di rimettersi in moto. Così, io cammino, cammino con consapevolezza.
Cammino in silenzio, osservando il mio respiro. Sento il respiro, la sensazione dell’aria che entra ed esce. Inspiro ed espiro attraverso il naso, consapevole delle sensazioni prodotte da ogni atto respiratorio. Sintonizzato sul presente, sperimento nel respiro il qui ed ora. Ed il respiro diventa così un potente alleato in grado di ristabilire equilibrio e calma nella mia mente. Ed ogni qual volta la concentrazione si perde e la mente inizia a vagare, ne prendo atto e la riporto semplicemente sul respiro.
Cammino in silenzio, consapevole di ogni passo. Sento il contatto dei miei piedi con il suolo: il peso che si sposta mentre il corpo viene accolto dalla terra per avere la stabilità necessaria per il passo successivo. Camminare è un gioco di equilibrio; un processo che richiede costantemente di osare perché, come nella vita, non puoi avanzare senza accettare di perdere e recuperare continuamente l’equilibrio. E passo dopo passo esploriamo il mondo e il mondo entra in noi e ci cambia lungo il nostro cammino. Ed ogni qual volta la concentrazione si perde e la mente inizia a vagare, ne prendo atto e semplicemente la riporto nei piedi che si alzano e si appoggiano al suolo.
Cammino in silenzio rilassando i miei occhi. Con lo sguardo perso in lontananza, la visione non è più centrale ma periferica. In questo stato di visione allargata l’intero corpo si rilassa liberando il collo dalle contratture e il dialogo interiore si comincia a chetare con un effetto stabilizzante sulla mia mente. La testa galleggia. Ed ogni qual volta la concentrazione si perde e la mente inizia a vagare, ne prendo atto e ritorno semplicemente alla visione allargata.
Cammino in silenzio lasciando fluire il movimento del corpo. Vivo il momento, il qui ed ora, consapevolmente nel camminare. Ed ogni qual volta la mente inizia a vagare e si allontana dall’esperienza presente, semplicemente e dolcemente, ve la riporto.
Cammino in silenzio. L’osservazione che coltivo è puramente interiore. E grazie alla consapevolezza, il movimento diventa sempre più fluido, come se cavalcassi un’onda e nel contempo fossi l’onda stessa, nel presente, momento dopo momento: prendendomi cura di me stesso.