Il “Timing Circuit”

Dermoipodermopannicolopatiaedematofibrosclerotica.
Uno sciolingua, un mostro preistorico o molto più semplicemente una patologìa?Life Lucca
Molto è stato detto riguardo alla cellulite, sicuramente il pericolo pubblico numero uno per tutti i soggetti femminili. Poco, forse, è stato fatto, a livello di attività fisica e allenamento in palestra.
Una piccola review per ricordare che la cellulite:
– è un’alterazione dell’ipoderma, con ipertrofìa ed erniazione dei lobi adiposi che ne costituiscono gran parte del tessuto;
– è un’alterazione del derma, con compromissione del microcircolo e dunque della funzionalità dei vasi capillari e linfatici che ne fanno parte. (alla palpazione la cute è fredda, indice di stasi linfo-venosa);
– colpisce soprattutto i soggeti sedentari (ma non disdegna gli sportivi) di età compresa tra i 14 e i 30 anni;
– si localizza soprattutto in zona trocanterica e femorale;
– tra i fattori aggravanti una scorretta funzionali tà del piede e dei suoi cuori periferici (soletta venosa di lejard e triangolo della volta);
– sempre tra i fattori aggravanti una respirazione non completa causa retrazioni del diaframma (principale muscolo respiratorio).
Prima domanda:
Quali sono gli obbiettivi per un’attività fisica idonea?
1. tono\tonificazione muscolare: per riattivare i meccanismi di pompa muscolare, incrementare il metabolismo, riattivare le catene cinematiche del nostro apparato locomotore;
2. sistema aerobico: sicuramente da potenziare per favorire l’afflusso di ossigeno alle zone periferiche; incrementare la lipolisi; migliorare l’atto
respiratorio (anche tramite lavoro con posturologo, osteopata o fisioterapista), vero “segreto” operativo per migliorare la capacità del sistema linfatico e ridurre gli edemi;
3. lavoro specifico sulla funzionalità del piede per aiutare la circolazione a livello degli arti inferiori;
4. Fattore a cui fare attenzione: limitare la produzione di lattato. Data la condizione di stasi linfo-venosa infatti, questo non viene rimosso, portando una progressiva Tossicosi (e dunque un peggioramento) dei tessuti. Ne deriva di concerto una adeguata terapia alimentare a base di acqua (3 litri\die) ed antiossidanti (vit.C, vit. E, Acido Lipoico ed altri ancora)
Seconda domanda:
Quale attività fisica?
Lavoro aerobico “non intrusivo”. Vale a dire, soprattutto per un principiante, meglio una camminata veloce in salita ad andatura differenziata piuttosto che una corsa, dove i microtraumi prodotti dall’attività rischiano di aggiungere danno al danno.
Lavoro anaerobico con carichi anche importanti, ma per poche ripetizioni, onde limitare la produzione di lattato e lavorare sul “tono”.
Lavoro anaerobico con carichi medio-leggeri, senza arrivare ad affaticamento completo (indice di produzione di acido lattico). In questo caso l’obbiettivo non è allenare i muscoli in un numero limitato di serie ma affaticarli nell’intero arco dell’allenamento. In pratica un lavoro sotto-intensità, ma più prolungato.
Terza domanda
Allenamento consigliato?
Ogni tipo di attività proposta al punto precedente può costituire oggetto specifico della stessa scheda di allenamento.
Ad esempio:
Lunedì scheda A: aerobica
Martedì: scheda B: lavoro sulla forza
Giovedì: scheda A: aerobica
Venerdì: scheda C: tonificazione

La proposta di oggi è diversa, si tratta del “Timing Circuit”.
Di cosa si tratta?
Il Timing Circuit (ispiratomi dal lavoro con i Kettlebell) è una tipologìa di allenamento a circuito dove non si contano serie e ripetizioni, ma un unico fattore: il tempo.
È una tipologìa di circuito che si può applicare dosando gli esercizi e le ripetizioni su qualsiasi soggetto, sedentario, intermedio, avanzato, atleta.
Nel lavoro pro-cellulite si lavora sotto-intensità nella singola serie con l’obbiettivo di ripeterla più volte senza recupero e dunque allenare i muscoli in un tempo più lungo limitando la produzione di acido lattico.