Il Carcinoma Mammario

Il carcinoma mammario costituisce la principale causa di morte nelle donne occidentali tra i 40 e i 50 anni.martini_carcinoma
Oltre che ai cambiamenti nello stile di vita (limitare l’uso di alcoolici, fare regolare attività fisica e mantenere sotto controllo il peso corporeo), la cosa più importante che una donna possa fare è seguire le linee guida per una diagnosi precoce. Così non si impedisce lo svilupparsi di un
eventuale neoplasia, ma può aiutare a scoprire la presenza del cancro in un momento più precoce, con una maggiore efficacia della terapia.
Ad oggi la mammografia è l’unico esame con un ruolo riconosciuto nella riduzione della mortalità per carcinoma mammario nelle donne asintomatiche. Essa deve essere eseguita regolarmente nelle donne con medio rischio, a partire dai 40 anni di età, secondo quanto dettato da protocolli condivisi nazionali ed internazionali.
Sia le linee guida ITT (istituto toscano tumori) che FONCaM (Forza Operativa Nazionale sul Carcinoma Mammario costituita da U. Veronesi nel 1977) raccomandano che la mammografia deve essere eseguita annualmente (per la minore durata della fase preclinica e per la minore sensibilità della mammografia) tra i 40 e i 50aa e successivamente ogni 18-24 mesi.
Categoria a parte sono le donne con elevato rischio eredo-familiare, che hanno subito una progressa radioterapia mediastinica, o importanti terapie ormonali, nelle quali è giustificato un controllo più ravvicinato che prevede tra le altre cose una mammografia annuale in alcuni casi anche prima dei 40aa.
L’ecografia ha un ruolo aggiuntivo (non sostitutivo) in alcuni tipi di mammelle (con elevata componente ghiandolare) e può essere utile nell’intervallo tra le mammografie.tabella_carcinoma
L’eventuale identificazione di alterazioni sospette deve essere seguita da un prelievo di cellule (citologico) o di tessuto (microistologico) con lo scopo di stabilire la natura della malattia e di valutarne le caratteristiche biologiche.