Gli Squibri Posturali

Sempre più persone presentano difetti posturali, ad oggi si calcola che circa il 90% della popolazione presenta uno squilibrio posturale (più o meno importante).life
L’aumento della casistica è sicuramente dovuto alle cattive e ripetitive posture che la vita quotidiana ci porta ad assumere; in ambito lavorativo (seduti davanti al computer, seduti in macchina, sovraccaricati da carichi pesanti da spostare, etc..), in ambito domestico (sdraiati sul divano davanti alla tv o ai videogame), ma anche in ambito sportivo, dove l’eccessivo e ripetitivo allenamento, soprattutto di gesti specifici, può facilitare l’evoluzione di alcuni squilibri posturali.
Ma cosa sono gli squilibri posturali? Sono alterazioni, più o meno evidenti, della corretta postura.
L’equilibrio posturale è il risultato dell’elaborazione a livello corticale di numerose informazioni recettoriali (visive, uditive, tattili, muscolari, vestibolari, dalle articolazioni temporo-mandibolari etc) che consentono di far arrivare ai centri cerebrali fondamentali informazioni provenienti sia dall’ambiente esterno che dall’ambiente interno al fine di mantenere l’equilibrio e regolare l’assetto del corpo. Questo significa che i diversi sistemi recettoriali (piede, occhio, bocca, orecchio, denti, mandibola etc) sono strettamente correlati tra loro e, pertanto sono in grado d’influenzarsi reciprocamente.
Ne deriva che lo squilibrio posturale è il risultato di una serie di eventi complessi che prevedono compensi e adattamenti al fine di rispettare tre priorità fondamentali: equilibrio (mantenimento della stazione eretta), confort, (l’assenza di dolore) ed economia (risparmio energetico).
Questi adattamenti avvengono, nelle migliori delle ipotesi soprattutto a livello del bacino, del cingolo scapolare, della mandibola e del piede, per evitare distorsioni della colonna vertebrale, che contiene una struttura importantissima come il midollo spinale.
Il coinvolgimento della colonna vertebrale è pertanto un evento che si verifica quando questi sistemi tamponi non sono riusciti a compensare o quando hanno raggiunto il proprio limite compensativo. Tutto ciò comporta che uno squilibrio va sempre valutato nel contesto dell’intero assetto posturale e mai preso singolarmente, poiché quello più visibile potrebbe essere la compensazione di altri squilibri principali.
Prima, quindi, di un intervento settoriale, bisogna sempre effettuare una corretta valutazione posturale. Questa deve sempre, distinguere quali sono gli squilibri principali (causativi) e quali quelli compensativi (adattativi) al fine di agire sempre prima sulle cause e, solo successivamente se necessario, sugli adattamenti.
Una postura alterata può avere importanti conseguenze sul corpo: essa comporta, infatti, un costante dispendio energetico in grado d’influenzare il nostro intero organismo. Gli squilibri posturali, sono responsabili della comparsa di tensioni muscolari che provocano trazioni sulle articolazioni. La conseguenza di ciò è la comparsa di cefalee, dolori muscolari, cervicalgie, lombalgie e lombosciatalgie che se trascurate possono portare alla conseguente formazione di alterazione dei dischi intervertebrali ed alla formazione di ernie discali. Con il tempo i muscoli contratti possono andare incontro ad una trasformazione fibrosa e le articolazioni a fenomeni artrosici.
Migliorare il movimento del proprio corpo e la postura, mediante della corretta ginnastica, sono obiettivi molto importanti che ogni persona dovrebbe perseguire per il benessere individuale.