Dentro l’Anima… un’emozione!

“Ci impegniamo a riconoscere le persone stesse come la maggiore risorsa per la salute… e … a riconoscere nella salute e nella sua tutela un fondamentale investimento sociale e una sfida decisiva, nonché ad affrontare in modo globale il problema ecologico del nostro modo di vita”.(OMS – Carta di Ottawa per la Promozione della Salute)

La società e l’ambiente in cui si vive ma anche le persone che ci circondano sono a volte, la fonte di pensieri che possono turbare la nostra mente e compromettere il nostro benessere psico-fisico, condizionando comportamenti e modi di pensare,facendo nascere e alimentando, paure, timori,stress. È evidente l’importanza di cercare le cause di questo malessere che per qualcuno può diventare un limite alla propria azione e un ostacolo quasi insormontabile. Per essere sostenuti in questa ricerca ci vogliono professionisti in grado di capire e “sentire”, lo stato d’animo di chi hanno davanti. Attraverso il colloquio lo psicoterapeuta, crea con la persona una profonda connessione, dove l’ascolto attento dell’altro porta alla comprensione del significato della sofferenza vissuta dall’interlocutore. Ascoltare in psicoterapia non è “sentire le parole” ma farsi guidare dai significati e a volte dai silenzi, con pazienza rispettando i tempi dell’altro e accettando di essere spettatori e facilitatori del misterioso viaggio alla scoperta di se stessi Conoscersi nel “qui ed ora” attraverso l’osservazione del rapporto con la propria interiorità e l’analisi del proprio modo di interagire con il mondo, promuove una rielaborazione trasformativa e terapeutica che produce, con l’utilizzo di specifici strumenti psicologici, cambiamenti efficaci e stabili nel tempo anche in presenza di quadri sintomatologici complessi

L’evoluzione del concetto di anzianità
È importante promuovere una riflessione sull’anzianità, che spesso è un modo di vivere imposto dall’ambiente e dal significato che gli altri danno alla vecchiaia, prima che un decadimento psicofisico, anzi c’e da chiedersi quanto l’uno non acceleri l’altro. Galimberti e Hillman sostengono che l’invecchiamento serve a definire il carattere, processo che richiede una lunga gestazione per mostrare tutta la sua peculiarità. L’anziano ha, finalmente, tutto il tempo per cambiare i vecchi luoghi comuni e concepire nuove idee per rappresentare se stesso e la sua vita, e per fare questo ci vuole grinta e forza di carattere; “… del resto produrre idee non è ne più ne meno che la giustificazione del vivere” e “la lunga durata della vita offre l’occasione per vedere veramente quello che uno è, al di là di quello che fa, al di là di quello che tenta di apparire…..”

La donna che vorrei!
Essere donna oggi significa tante cose: stare nell’ambito del principio egualitario e antidiscriminatorio senza cadere nel tranello dell’omologazione; riconoscere e contrastare i condizionamenti culturali in tutti i settori della vita; ripensare ai messaggi che vengono dati cominciando dall’infanzia: nei testi scolastici ad accudire la casa è sempre la mamma, le bambole sono sexy, le pubblicità e i programmi tv utilizzano il corpo femminile, per vendere qualsiasi oggetto e/o sentimento e inducono a pensarsi future ballerine, veline, infermiere, madri. Bisogna dunque riproporre una cultura che promuova il rispetto per l’identità di ogni persona a partire dalla donna.