Cosa Succede Se Perdi un Dente

Quando si verifica la perdita di un elemento dentale, si innesca una serie di possibili conseguenze negative per la bocca e per la salute.insjeme_densanea
Immaginiamo che sia andato perso un primo molare inferiore perchè le cure non sono state sufficienti a compensare la trascuratezza ed i ritardi con cui una persona è corsa ai ripari. Se non si provvede quanto prima a rimpiazzare il dente estratto, possono esserci le seguenti conseguenze, che descrivono dei quadri clinici con conseguenze a catena:
– i denti limitrofi, quello dietro e quello avanti, si spostano, e nello spostamento si inclinano. Il dente antagonista (quello superiore nel nostro esempio) scende, estrude, cioè si abbassa perchè viene a mancare uno “stop” inferiormente;
– per rimettere a posto questa architettura sovvertita, se si aspetta molto tempo, potrebbe essere neccessario un trattamento ortodontico (alle volte lungo e difficile) per raddrizzare e rimettere a posto la zona;
– se non si fa nulla, questi spostamenti si possono estendere piano piano nei mesi successivi (già nel giro di un anno o due, a seconda dei casi) a buona parte della dentatura. Cioè si sposta TUTTO e l’occlusione diventa irregolare ed asimmetrica. Si perdono i centri di simmetria e si creano interferenze occlusali;
– si sommano i danni estetici a quelli funzionali. Anche solo la perdita di un molare inferiore può così portare danno estetico, sia diretto (si vede quando si sorride, anche se sta dietro) sia indiretto (tutti questi probabili spostamenti appena descritti);
– si instaura un danno masticatorio. Una infinità di persone (secondo una mia stima, almeno un 80%) non si adatta alla mancanza di un solo dente, e comincia a privilegiare una masticazione unilaterale: nel nostro esempio, mangeranno poco a sinistra e sovraccaricheranno la destra…
Questo avrà ulteriori conseguenze: favorisce gli spostamenti e crea un grave danno igienico (la parte meno usata si sporca molto di più, è difficile da pulire, si accumula tartaro e quindi a lungo andare si rovinano le gengive, si ritira l’osso dei denti sia di dx che di sx, gli uni perchè lavorano troppo, gli altri perchè lavorano troppo poco ed hanno questi accumuli patologici eccessivi di placca. Alla fine, dopo decenni di questa situazione, tutti i denti si allenteranno e si perderanno molto più precocemente
– si crea un serio danno alla articolazione temporomandiboare e al sistema neuromuscolare con ulteriore danno anche estetico (asimmetria del volto e dei muscoli del volto per ipertrofia della parte che lavora di più) – ma principalmente un danno articolare (che appunto nel caso descritto è a sua volta la somma del trauma articolare della masticazione unilaterale o prevalente monolaterale con la serie di precontatti che si possono creare con gli spostamenti, inclinazioni, etc di cui parlavo sopra);
-si innescano disturbi craniomandibolari (masticazione monolaterale associata agli spostamenti dei denti, a causa del singolo dente perso). Questi coinvolgono l’articolazione della mandibola, il sistema neuromuscolare e tutto ciò che vi è collegato. Questi quadri prevedono una serie di disturbi molto fastidiosi: mal di testa ricorrenti, dolore alla articolazione, perdita dell’equilibrio posturale con mal di schiena, artrosi cervicale, dolori alla schiena, dolori e tensioni muscolari, asimmetrie del corpo, anche antiestetiche, dolori alla masticazione con difficoltà di alimentazione…
Vediamo quindi come la perdita di un solo elemento dentale porta ad un effetto domino molto negativo per la salute della persona, a veri e propri danni la cui entità è proporzionale al tempo di attesa per la riabilitazione, e , ovviamente, al numero degli elementi perduti nel tempo.
Più denti sono andati perduti, più tempo si aspetta per rimetterli, maggiori saranno le conseguenze e più lungo e dispendioso sarà il trattamento per correggere le suddette disfunzioni.
Fortunatamente, il progresso tecnologico e scientifico rende tutti questi danni facilmente evitabili.
Le moderne tecniche riabilitative e le più avanzate tecnologie dei materiali, ci permettono oggi di fare cose impensabili fino a qualche anno fa. La riabilitazione dei denti è diventata molto semplice con l’implantologia. Il trauma psicologico e fisico dell’intervento per i pazienti è diventato praticamente inesistente. Il paziente nella stragrande maggioranza dei casi può svolgere le normali azioni della vita quotidiana subito dopo l’intervento. I tempi di attesa per collocare il dente dopo l’inserimento dell’impianto si sono accorciati notevolmente (dalle 3 alle 7 settimane con impianti di alta gamma). L’affidabilità della riabilitazione implanto-protesica ha raggiunto una percentuale di successo superiore al 95% a dieci anni.
La “formula” dentale di cui ci ha dotati Madre Natura deve essere completa, ci devono essere tutti i denti e devono ingranare, combaciare perfettamente fra loro per poter durare a lungo e senza problemi.