Conoscere la Tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina (cioè a secrezione interna) situata anteriormente nel collo, adagiata sulla parete della trachea e della laringe.
lamm3Il funzionamento della ghiandola tiroidea è costituito da un complesso sistema, ma semplificando si può dire che essa sia preposta alla produzione di ormoni contenenti iodio che, viaggiando nel sangue, raggiungono tutti gli organi influenzandone l’attività: se la quantità in circolo è sufficiente la tiroide smette di produrli, per poi ricominciare quando il livello scende.
 Lo iodio è un componente essenziale per la produzione di questi ormoni, e una sua eventuale carenza determina un malfunzionamento della ghiandola: è perciò importante che questo elemento sia presente in quantità adeguata nella nostra alimentazione, anche con l’uso di sale iodato.
I sintomi delle malattie tiroidee sono aspecifici, ovvero comuni a molte patologie, perciò è talvolta difficile individuare e identificare un problema  come dovuto a una sua disfunzione. Tuttavia gli eventuali campanelli d’allarme vanno in ogni caso ascoltati e analizzati rivolgendosi al medico di famiglia; in caso questi ritenga necessario approfondire, prescriverà di effettuare dosaggi ormonali; spetterà infine all’endocrinologo interpretare e investigare eventuali risultati poco chiari.
L’ipotiroidismo è una sindrome clinica causata da un’inefficienza della tiroide; la ghiandola non è in grado di sintetizzare una quantità di ormoni adeguata al fabbisogno dell’organismo e porta alla riduzione di tutte le funzioni d’organo e a sintomi quali aumento di peso, stanchezza, astenia, depressione, stipsi, e un tipico gonfiore al volto chiamato mixedema.
L’ipertiroidismo è una patologia legata, nella maggior parte dei casi, a una eccessiva produzione ormonale da parte della tiroide, con conseguente esposizione dei tessuti periferici a livelli elevati di ormoni tiroidei. L’ipertiroidismo è uno dei disturbi endocrini più frequenti e può manifestarsi a qualsiasi età, ma interessa soprattutto le donne in età fertile, a causa – pare – di una generale maggior predisposizione del sesso femminile alle malattie autoimmuni. Oltre a un sensibile aumento di volume della tiroide, i sintomi possono comprendere numerosi disturbi, tutti legati a un aumento dell’attività metabolica: perdita di peso, intolleranza al calore, alterazioni della cute e dei capelli, insonnia, aumento delle contrazioni cardiache.
Le tiroiditi sono processi infiammatori della tiroide piuttosto diffusi soprattutto nella popolazione femminile; ne esistono diverse forme, ma la più comune è la tiroidite di Hashimoto, che appartiene al gruppo delle tiroiditi autoimmuni: si può accompagnare a un notevole aumento di volume della ghiandola tiroidea, e quando si sviluppa ipotiroidismo a debolezza, aumento di peso, depressione, cute pallida e fredda; tuttavia spesso si presenta asintomatica e può restarlo per diverso tempo, così da rendere difficile una diagnosi.
Il cancro della tiroide, pur rappresentando non più del 2-3% del totale dei carcinomi, è il tumore più comune del sistema endocrino; esso si presenta sotto forma di nodulo tiroideo, anche se meno del 5% dei noduli tiroidei risulta essere maligno.
Il test di dosaggio del TSH è comunemente ritenuto l’esame più accurato per analizzare l’attività della ghiandola tiroidea. Questo consiste semplicemente in un prelievo di sangue rivolto a testare i livelli di TSH . Se il TSH è ridotto, significa che la ghiandola sta funzionando troppo (ipertiroidismo), in caso contrario, se presenta valori elevati, la tiroide sta lavorando troppo poco (ipotiroidismo); oggi sono disponibili metodi sofisticati in grado di dosare concentrazioni infinitesimali di TSH e che permettono di diagnosticare eventuali disfunzioni a stadi molto prematuri, addirittura prima della comparsa dei sintomi. In caso di riscontro di ipotiroidismo potrà essere eseguito il dosaggio degli ormoni FT3 e FT4 e degli anticorpi anti-tiroide, in particolare degli anticorpi anti-TPO, per escludere la presenza di una tiroidite autoimmune.
Solo in alcuni casi particolari vengono effettuati esami di laboratorio più complicati, come il test al TRH, nel quale viene iniettato al paziente questo ormone che stimola l’ipofisi a produrre TSH, per poi valutare a tempi prefissati la risposta dell’ipofisi tramite il dosaggio del TSH e capire se esistono anomalie.
Se i risultati dei test di laboratorio evidenziano valori non corretti, allora l’endocrinologo potrà approfondire la valutazione, prescrivendo uno o più esami strumentali tra ecografia, scintigrafia e agoaspirato.