Come fare la spesa

Se è vero che “siamo ciò che mangiamo” che cosa mangiamo?
farmalucca3Impariamo a leggere le etichette: mentre i dati relativi al produttore ci possono aiutare a selezionare i prodotti locali o nazionali, l’elenco degli ingredienti può aiutarci di scegliere il prodotto giusto. Tutti gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente di quantità. È buona norma scartare quei prodotti con un elenco infinito di ingredienti dai nomi impronunciabili. Spesso sono additivi.
Per brevità punterò l’attenzione su tre classi di ingredienti cui prestare attenzione.
È bene controllare se sia presente zucchero: spesso questo ingrediente si cela dietro denominazioni disparate: sciroppo di glucosio, destrosio, fruttosio, amido di mais modificato…Ci sono evidenze scientifiche che correlano l’eccesso di zuccheri con l’aumento di peso e l’obesità ma anche diabete, carie, cancro e malattie cardiovascolari. Lo zucchero dà dipendenza, eccitazione nervosa, irritazione intestinale. Per essere assimilato ha bisogno di sali minerali quali calcio magnesio e tende ad acidificare l’organismo. Pertanto l’elevato consumo di zuccheri si associa ad osteoporosi e carie dentale. Non è facile sfuggire allo zucchero perchè si nasconde in molti alimenti: dal cibo in scatola alle conserve ai sottaceti ed in molti cibi pronti. La sua presenza tende a correggere i sapori di prodotti qualitativamente scarsi.
Non sono certo migliori gli alimenti edulcorati. Quasi tutti i dolcificanti sono tossici. È bene evitare gli alimenti che li contengono.
Altro ingrediente cui prestare attenzione è l’olio ed il grasso riportato in etichetta. Il migliore è l’olio extravergine di oliva. Purtroppo, per via dei costi e della necessità di prolungare la scadenza dei prodotti, l’industria alimentare fa ricorso a oli vegetali. Gli oli di semi vari, l’olio di palma o palmisti e l’olio di colza contengono una percentuale di grassi saturi notevole. L’eccesso di grassi saturi è correlata con l’insorgenza di dislipidemie. L’olio di colza, inoltre, contiene anche l’acido erucico notoriamente cardiotossico. Sicuramente sono da scartare i prodotti che contengono margarine e grassi idrogenati. Questi sono ottenuti dagli oli vegetali attraverso trattamenti chimici che oltre a rendere saturi i grassi di origine produce una certa quota di grassi insaturi in configurazione “trans”. Numerosi studi evidenziano che i grassi “trans” aumentano il rischio cardiovascolare. Su molti prodotti dolciari spicca la scritta “senza grassi idrogenati”, tuttavia laddove non sia chiara la natura del grasso presente vegetale o animale che sia non è possibile appurare se il prodotto sia o meno salutare.
Ultima considerazione sugli additivi: spesso sono identificati con delle sigle es. E250 (Nitrito di sodio). La lettera indica che la sostanza è ammessa nell’unione europea, il numero definisce la categoria: coloranti, conservanti, antiossidanti, correttori di acidità, addensanti, emulsionanti e stabilizzanti, aromatizzanti. Purtroppo molti additivi non sono proprio innocui: il nitrito di sodio contenuto nella carne in scatola e nei salumi ad esempio può generare composti potenzialmente cancerogeni reagendo col le ammine in ambiente acido già nello stomaco. Per questo il fondo mondiale per la ricerca sul cancro raccomanda di “evitare il consumo di carni conservate”.
Concludendo, l’acquisto consapevole del cibo è propedeutico per mangiare sano