Alimentazione ed Equilibrio Mentale

L’intestino ospita oltre centomila miliardi di batteri: se li mettiamo tutti in fila, arriverebbero sino alla Luna.martini
Questi batteri si trovano in tutto il tratto gastrointestinale.
E’ dunque evidente che il nostro intestino pullula di questi microrganismi, cosa che può rendere un pò difficile credere che i batteri intestinali siano sulla lista delle specie in via di estinzione.
Qual’è il motivo?
La prevalenza di alimenti di produzione industriale nella nostra dieta, l’uso eccessivo di antibiotici e le nostre case accuratamente sterilizzate minacciano la salute e la stabilità degli abitanti dell’intestino.
Il fatto è che se questi batteri volessero cercare qualcosa da mangiare nel supermercato che frequentiamo di solito, si troverebbero nelle stesse condizioni di chi cercasse cibo in un negozio di ferramenta.
Con la nostra dieta… i batteri intestinali “muoiono di fame”.
Per aggiungere il danno alla beffa, almeno un paio di volte l’anno ci viene prescritto un vero e proprio veleno per la microflora intestinale, noto con il nome di antibiotici. E per finire, spendiamo molto in detergenti che rendono le case sterili.
Il risultato è una drastica riduzione delle specie batteriche rispetto ai nostri antenati con effetti sulla nostra salute in termini di obesità, diabete e malattie autoimmuni e non solo…patologie che di solito non si manifestano in società con un microbiota più diversificato.
Questo ci fa capire che a differenza del genoma umano, che è in gran parte fissato ancor prima della nascita, il microbioma può essere modificato per tutta l’esistenza grazie a scelte strategiche che dipendono solo da noi.
Il tema centrale è quello che prende in esame il legame tra il cervello e l’intestino.
Questo legame primordiale che ricorre spesso nelle nostre espressioni quando parliamo di “sensazione di pancia” o “di fidarci del nostro istinto viscerale” di fronte magari ad una decisione difficile, non è solo metaforico, perchè questi due organi sono collegati da una fitta rete di neuroni e da una via di comunicazione attraverso la quale sostanze chimiche e ormoni forniscono senza sosta un feedback su quanta fame abbiamo, se siamo sottoposti a stress o se abbiamo ingerito un agente patogeno.
Questo continuo scambio di informazioni avviene tramite l’asse cervello-intestino e fornisce aggiornamenti costanti su ciò che accade nei due organi. Si tratta di un’ampia rete di collegamenti che controlla l’intero apparato digerente, dall’esofago all’ano, tanto estesa da poter operare indipendentemente dal sistema nervoso centrale ma con cui tuttavia comunica con regolarità.
Esiste un vero e proprio circuito di neuroni, ormoni e neurotrasmettitori chimici che inviano messaggi al cervello sullo stato del nostro colon ma in grado di modulare anche l’ambiente intestinale.
Ma questo non è tutto… non solo il nostro cervello è consapevole dei nostri microbi intestinali, ma questi batteri possono anche influenzare la percezione del mondo e modificare il nostro comportamento.
Sempre più numerosi studi evidenziano l’influenza del microbiota sulla mente.
C’è una forte evidenza che suggerisce che i cambiamenti della flora intestinale potrebbero portare a modifiche nella funzione del sistema nervoso centrale che correlano con cambiamenti comportamentali.
Per esempio, la microflora intestinale influenza il livello di un potente neurotrasmettitore, la serotonina, conosciuto come “l’ormone della felicità”.
Numerosi farmaci prescritti per il trattamento di ansia e depressione agiscono modulando i livelli si serotonina, e questo neurotrasmettitore è solo uno dei numerosi messaggeri che determina il nostro umore ed è influenzato dal microbiota.
Questo ci fa capire come il ruolo del microbiota vada oltre la sua collocazione nel tratto digerente.
Uno studio ha dimostrato che in un gruppo di donne sane è possibile ridurre la risposta ad un compito che genera ansia, modificando la composizione dei batteri intestinali attraverso l’assunzione due volte al giorno di una bevanda di latte fermentato.
Le sostanze prodotte dai batteri penetrano le pareti dell’intestino, entrano nel flusso sanguigno e raggiungono il cervello.
Forse le persone che soffrono di una paura paralizzante o di fobie irrazionali, o quelle che si cimentano in attività rischiose come gli sport estremi, possono in parte attribuire i loro comportamenti ai propri batteri intestinali.
Numerose pubblicazioni evidenziano come il cambiamento nella composizione della flora intestinale abbia inciso sull’aumento dell’autismo, di depressione e dei disturbi d’ansia nel mondo occidentale.
Ma cosa viene prima? Forse un episodio di stress ha provocato un cambiamento deleterio del microbiota? o si è verificato prima uno squilibrio del microbiota che poi ha portato a depressione o stato di ansia ?
Capire e di conseguenza trattare questo tipo di malattie è incredibilmente complesso.
Anche se alcuni vedono i batteri benefici come una possibile soluzione per riequilibrare un asse cervello-intestino inefficiente (psicobiotici).
Il dottor Thomas Insel direttore del National Institute of Mental Health ritiene che l’incredibile potenziale del microbiota possa influenzare il nostro approccio alla malattia mentale.
Concludo affermando che il corpo umano è un organismo complesso che contiene cellule sia umane che batteriche, perciò dobbiamo riconoscere che la loro biologia è strettamente intrecciata.
Questi microbi restano con noi per sempre: se saremo in grado di “nutrirli” e prendercene cura, a loro volta essi proteggeranno il corpo in cui abitano.