In senso stretto la lombalgia rappresenta un sintomo e non una patologia, potendo derivare da numerose condizioni morbose sia vertebrali che extravertebrali.
lombalgiaDi fatto, il significato della parola si è evoluto ed oggi, similmente alla definizione anglosassone di “low back pain”, indica la lombalgia comune, vale a dire quella patologia idiopatica ricorrente che colpisce il tratto lombare della colonna vertebrale caratterizzata da dolore e limitazione funzionale e non attribuibile ad una condizione patologica ben definita. Da numerosi studi è stato messo in evidenza  che questa patologia vertebrale é in costante aumento e ciò  sembra  collegarsi  con il  cambiamento  delle abitudini  di vita che la moderna  civiltà  impone, con  il  maggiore sviluppo di professioni che  costringono a posizioni obbligate per lunghe ore ed  a condurre una vita sempre più sedentaria.
Il 20% delle cause sono specifiche, vertebrali o viscerali: Anomalie congenite ed acquisite della colonna, infiammazioni acute o generative, traumi, fratture vertebrali, discopatia, tumori, malattie connettivali e gravidanza; l’80% delle cause sono non specifiche: Vita sedentaria, forma fisica scadente, soprappeso, stress, depressione, lavoro statico, postura scorretta, allenamenti intensi e ripetuti
I principali fattori di rischio sono la ridotta articolarità della colonna e dell’anca, la ridotta forza dei muscoli del tronco, una ridotta coordinazione e una ridotta elasticità dei muscoli ischio crurali; vanno anche considerati come fattori di rischio complementari lavori di tipo sedentario o lavori fisicamente impegnativi che possono sottoporre la colonna a microtraumi ripetuti o a posizioni scorrette mantenute per lunghi periodi. In alcuni studi è stata dimostrata anche la correlazione tra stato di salute generale e lombalgia.
La lombalgia ha un decorso naturale e tre sono gli elementi essenziali che devono essere considerati a tal proposito: l’alto tasso di remissione spontanea del singolo episodio di lombalgia, la notevole tendenza alle recidive e l’importanza della cronicizzazione.
1. La remissione spontanea: almeno due terzi dei pazienti migliorano in due settimane e dal 75% al 90% di essi migliorano in quattro settimane. Quindi il singolo episodio di lombalgia ha una notevole tendenza alla remissione spontanea.
2. La tendenza alle recidive: gli episodi di dolore lombare recidivano in un’alta percentuale di casi; il 60-80% dei pazienti andrà incontro a tre o più ricadute e il 20% dei soggetti avrà dolori più o meno continui per lunghi periodi.
3. L’importanza della cronicizzazione: Il 5-10% delle lombalgie diventano croniche con vario grado di invalidità, incidendo sul sistema sanitario per il 75-90% dei costi totali.Se la lombalgia continua a persistere, può essere utile intraprendere un percorso riabilitativo a meno che non ci siano delle controindicazioni.
Infatti sul piano riabilitativo, per inquadrare il problema del dolore, ci si avvale dei sistemi che tengono conto sia dell’origine dei sintomi, sia della possibilità di identificare la sorgente anatomica del disturbo, per poter intervenire con procedure di trattamento conservativo e terapie cognitivo-comportamentali.
È importante effettuare una corretta valutazione funzionale del disturbo del singolo paziente per individuare la strategia riabilitativa più opportuna. L’85% delle lombalgie è dovuto a cause meccaniche: traumi ripetuti dati da sovraccarichi funzionali. Carichi di lavoro eccessivi per intensità o durata possono favorire la comparsa di sindromi dolorose con evoluzione cronica.
La lombalgia può essere trattata con diverse terapie: infatti una delle terapie che può essere utile in alcuni percorsi fisioterapici è la riabilitazione in acqua; la riabilitazione in acqua è ritenuta essenziale per ottenere i massimi benefici da un progetto riabilitativo perché permette di anticipare l’inizio del percorso riabilitativo che non sarebbe invece possibile in un ambiente condizionato dalle leggi della forza di gravità. I vantaggi sono la riduzione della pressione articolare, effetto antalgico e miorilassante ed infine un corpo immerso nell’acqua “è più leggero” quindi se nella vita di tutti i giorni non è ancora possibile fare determinati movimenti autonomamente, l’acqua invece lo permette. Da abbinare alla riabilitazione in acqua può essere utile intraprendere un percorso in sala riabilitativa basato su terapia manuale seguita da esercizi ottenendo risultati a volte così significativi da determinare un deciso miglioramento sia delle condizioni locali ( recupero muscolare) sia di quelle generali ( riduzione della disabilità). Anche trattamenti con terapie fisiche come la Tecar possono essere molto utili inquanto possiamo ottenere nella maggior parte dei casi un miglioramento significativo dei sintomi dolorosi della lombalgia. Infatti La Tecarterapia è una terapia semplice e non invasiva: sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa l’attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati più profondi. Grazie ai due sistemi, capacitivo e resistivo, la sua azione si può indirizzare alle fasce muscolari e ai sistemi vascolare e linfatico, o più in profondità su tendini, articolazioni, legamenti, cartilagini e tessuto osseo.
In conclusione la lombalgia è sempre più frequente ma con le innumerevoli possibilità di trattamento fisioterapico possiamo migliorare il nostro stile di vita.